L'Aquila 17 gennaio 2015: omaggio al pittore Fulvio Muzi

.

17 gennaio, 2015 - .

Fulvio Muzi. Ultimi mulattieriNel centenario della nascita, la soprintendenza BSAE dell'Abruzzo rende omaggio a Fulvio Muzi, l'artista aquilano riconosciuto tra i più  degni eredi della tradizione pittorica abruzzese, formatosi  presso la Scuola d’Arte e Mestieri fondata da Teofilo Patini. Dopo aver frequentato lo studio del pittore Francesco Paolo Mancini, appena diciottenne è chiamato a collaborare con Virginio La Rovere, incaricato di eseguire le decorazioni murali nella Sala Eden dell’Aquila (1933) e  nell’Albergo di Campo Imperatore sul Gran Sasso d’Italia (1934). A vent'anni vince il suo primo premio  alla II Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista Belle Arti dell’Abruzzo e Molise con un Autoritratto acquistato dal Ministero dell’Educazione Nazionale e ora presso l’ex Istituto Statale d’Arte di Penne. Socio fondatore del Gruppo Artisti Aquilani, espone in varie mostre organizzate a partire dal 1945, e negli anni Cinquanta partecipa a Roma alla VI Quadriennale d’Arte ed alla Mostra dell'Arte nella vita del Mezzogiorno d'Italia. Invitato al Premio Michetti dal 1954 al 1970, accoglie l'invito anche alle due edizioni, la seconda e terza, della Rassegna internazionale d’arte Alternative Attuali, svoltasi a L’Aquila nel 1965 e  nel 1968.  È premiato, tra l’altro, alla III Biennale d’Arte dell’Abruzzo e Molise nel 1960 ed al XVII Premio Avezzano nel l966. Nel 1980 riceve il Premio Scanno “G.G. Napolitano” per le Arti figurative.  Insegnante presso il locale Istituto d’Arte, di cui è stato tra i fondatori nel 1955, ha svolto  attività di restauratore di affreschi in edifici civili e religiosi di varie città d’Italia, tra cui Santa Prassede a Roma, San Francesco ad Assisi, il Duomo di Orvieto, San Lorenzo a Torino e, su incarico della Soprintendenza ai Monumenti e Belle Arti dell’Abruzzo e Molise,  San Pietro ad Oratorium a Capestrano, Santa  Lucia a Rocca di Cambio, la Collegiata di Pescocostanzo, la Cattedrale di San Pelino a Sulmona, San Silvestro all’Aquila. Nel 1982 è allestita presso il Castello dell’Aquila una grande mostra antologica, promossa  da altri Enti e Istituzioni culturali, e  ordinata da  Enrico Crispolti, che ne ha curato il catalogo: Fulvio Muzi dal 1932 a oggi: cinquant’anni di pittura, De Luca Editore, Roma 1982.  L'anno successivo lavora all’ultima sua opera, cioè il vasto Murale nell’Aula Consiliare del Comune dell’Aquila, inaugurata appena due mesi prima della sua scomparsa avvenuta il 12 agosto 1984. Insignito dell’onorificenza della Medaglia civica dall’allora sindaco Tullio De Rubeis,  il maestro riposa per concessione della Municipalità nella zona monumentale del cimitero cittadino.   Sue opere, oltre che a collezioni private, appartengono alla Galleria d’Arte moderna e contemporanea del Museo Nazionale d’Abruzzo, e a vari Enti quali la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, la Cassa di Risparmio dell’Aquila, i Provveditorati alle Opere Pubbliche di L’Aquila e di Teramo, il Museo civico di Avezzano e gli Istituti Statali d’Arte dell’Aquila e di Penne, poi divenuti licei artistici. A Fulvio Muzi sono stati intitolati nel 1999 l’Istituto Statale d’Arte  e nel 2009 una strada dell'Aquila. Numerose le mostre in Abruzzo e in altre città italiane che hanno ospitato opere dell'artista, qui rappresentato da un lavoro su carta  di grande formato, del 1957, di proprietà della Provincia, in ideale continuità con la mostra I mitici Anni Cinquanta. Dipinti e sculture del Museo Nazionale d'Abruzzo, a cura di Lucia Arbace,  allestita fino al 2 febbraio presso la Casa Natale di Gabriele d'Annunzio a Pescara.