Gli apparati decorativi della chiesa della SS. Trinita' in Scurcola Marsicana

Scurcola Marsicana (AQ) - Soprintendenza BSAE dell'Abruzzo

2010 - Restauro

 

Gli apparati decorativi della chiesa della SS. Trinità in Scurcola Marsicana

Caterina Dalia

     Eretta nel corso della seconda metà del Cinquecento, la facciata austera e monumentale della chiesa intitolata alla SS. Trinità di Scurcola Marsicana si qualifica soprattutto per la sua elegante scalinata barocca a doppia rampa "edificata con buona simmetria e con spesa" (P.A. Corsignani, Reggia Marsicana, Napoli 1738, parte I, pag.318) che la raccorda alla piazza sottostante e che venne realizzata, come esplicitato in un'iscrizione, per donazione di Pietro Bontempi nel 1631.  
     Scurcola Trinità 1Internamente l'edificio, dalle ragguardevoli dimensioni, ha impianto a navata unica con quattro cappelle distribuite su ciascun lato; a destra, la cappella del Battistero, quindi quella dedicata all'Angelo Custode, di pertinenza della famiglia Ottaviani, cui seguono le cappelle di S. Filippo Neri dei conti Vetoli e di S. Vincenzo Ferreri. Lungo il fianco sinistro, a partire dall'ingresso, si succedono la cappella dedicata a S. Bernardino da Siena, di pertinenza della Confraternita omonima e quella dedicata ai SS. Filippo e Giacomo. Concludono la serie due cappelle rispettivamente intitolate a S. Antonio Abate e S. Rocco, della Confraternita della SS. Trinità, ed a S. Francesco di Paola.
     In una Bolla della fine del Cinquecento il vescovo Matteo Colli descrive l'interno della chiesa "...La Chiesa poi è formata da una sola navata, nei laterali della quale vi sono dieci sfondi, cioè cinque per parte, che formano i siti delle Cappelle, tutta la fabbrica è di pietra tenera lavorata a  scalpello; in faccia alla porta vi è la tribuna, alla quale si ascende per alcuni gradini che hanno le loro balaustre di marmo, infine delle quali vi sono le Armi dell'Università; l'altare maggiore, che è tutto di finissimo marmo è attaccato al muro, ed avanti di esso vi è il coro, restando gli stalli dei Canonici di qua, e di là da detto altare..."
     Numerose e degne di nota le opere d'arte custodite all'interno, come il coro settecentesco nell'abside, la cassa d'organo del 1634 commissionata da Zenobia, consorte di Federico Bontempi, gli altari laterali settecenteschi, realizzati in marmo e stucco, gli affreschi della cappella Vetoli, firmati nel 1604 da Angelo Guerra di Anagni. Esuberante infine la decorazione pittorica della volta e delle  pareti sovrastanti le arcate, realizzata a tempera nel 1903 da Giustiniani, coeva ai dipinti del catino absidale e geometricamente ripartita in cinque settori tramite finte arcate trasversali nascenti dai pilastri: su quelli posti alle estremità campeggiano stemmi, mentre nelle partiture centrali sono raffigurate tre scene delimitate da cornici mistilinee; si succedono Figure di Santi, L'estasi di Sant'Antonio da Padova e San Vincenzo Ferrer e L'istituzione della SS. Trinità, confraternita peraltro ancora esistente a Scurcola. Lungo la navata, al di sopra degli archi, corre un'ampia fascia dipinta con finti pilastrini e specchiature che si alternano a coppie di angeli affiancanti una figura femminile, certamente personificazione delle virtù cardinali: la Prudenza e la Giustizia sulla parete destra, la Fortezza  e la Temperanza su quella di sinistra.

        L'intervento

     A conclusione dei lavori di consolidamento e restauro della struttura monumentale, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo ha eseguito, negli anni 2003-2006, il restauro di tutti i pregevoli apparati decorativi inseriti nell'abside e nelle cappelle.  Il finanziamento ottenuto invece con i proventi del Gioco del Lotto - annualità 2007/2009 - è stato indirizzato al restauro, tuttora in corso, dei dipinti siti sulla volta e sulle pareti sovrastanti le arcate.       
     Gli iniziali saggi stratigrafici ricognitivi avevano documentato la presenzScurcola Trinità 2a di fasi decorative occultate nel tempo da più strati di tinteggiatura. Come documentato nella bolla cinquecentesca, la chiesa nasce con le pareti in pietra tenera, ma già nei primi anni del secolo successivo inizieranno i lavori di abbellimento che si protrarranno per tutto il Settecento, come testimoniato da più di una data ritrovata sugli apparati restaurati. Nel 1903 poi, la chiesa sarà interessata da lavori di  ammodernamento ad opera di Giustiniani commissionati dall'Abate don Vincenzo De Giorgio seguiti, negli anni '50, da un ulteriore rifacimento per mano del pittore aquilano Giuseppe Scarlattei; è proprio in questa occasione che gran parte dell'apparato decorativo sarà coperto da uniformi campiture grigie.
      I lavori condotti in questi anni hanno consentito, attraverso un'attenta e complessa operazione di descialbo di tutte le superfici, seguita dalle imprescindibili fasi di consolidamento e da un'accurata reintegrazione, il riappropriarsi di un partito decorativo in parte deteriorato a causa delle sovrapposizioni e dei lunghi periodi di abbandono che hanno fortemente segnato l'edificio, soprattutto a causa di infiltrazioni dalle coperture protrattesi per anni. Sono tornati dunque alla luce elementi completamente sconosciuti, quali gli affreschi del primo Seicento di Angelo Guerra raffiguranti Santa Barbara e Santa Caterina d'Alessandria nella cappella dell'Angelo Custode, oltre alla Deposizione dalla croce nella cappella di S. Filippo, occultata alla metà del  Settecento in occasione dell'allestimento degli stucchi; riemersi anche originali dipinti murali a mezzo fresco eseguiti con la tecnica del monocromo  e riproducenti altari in trompe l'oeil, che oggi arricchiscono e si sommano alle ornamentazioni delle fasi successive.
     I restauri hanno, in sintesi, conseguito il ripristino di tutto il repertorio decorativo originario, frutto evidente non di un'organica regia, ma di vari modi espressivi variamente qualificati, a motivo soprattutto della diversa capacità economica della committenza; ed ecco allora lo stucco sostituirsi in alcune cappelle alla pietra ed al marmo a creare effetti scenografici tramite dorature e decisi contrasti cromatici che conferiscono all'insieme, proprio grazie alla varietà del partito decorativo ed alle sovrapposizioni che ora coesistono, una singolare ricchezza ed eleganza.

 

 

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