Una Madonna "svelata" simbolo di speranza per la conservazione del patrimonio artistico dell'Abruzzo

Il restauro della Madonna di Sivignano del Museo Nazionale d'Abruzzo

2010 - Restauro

In occasione della mostra "Antiche Madonne Abruzzesi", allestita presso il Castello Piccolomini di Celano dal 23 dicembre 2009 al 5 aprile 2010, è stata avviata la manutenzione di alcune opere delMadonna di Sivignano prima del restauro Museo Nazionale d'Abruzzo, già prevista nel programma ordinario ministeriale. Naturalmente all'indomani di un terremoto come quello che ha colpito l'Abruzzo potrebbe sembrare anacronistico dedicare cure amorevoli a manufatti pervenuti in discrete condizioni conservative, invece di investire le medesime risorse per attività di mero salvataggio. In realtà mentre procedevano con il coordinamento del vice-commissario ing. Luciano Marchetti le attività di messa in sicurezza di affreschi e superfici decorate, questa Soprintendenza ha ritenuto opportuno non trascurare un'azione di tutela che fosse anche un segnale di speranza per gli aquilani, esponendo in una cornice di eccellenza (riaperta al pubblico dopo otto mesi!) alcune opere strategiche dell'identità abruzzese, icone della Vergine tra le più ammirate dagli appassionati d'arte, tra le più considerate dalla devozione mariana. Ed inoltre anche un incoraggiamento, a perseverare nelle loro attività, per gli storici dell'arte e i collaboratori della Soprintendenza che hanno sofferto per la tragedia che ha colpito l'Abruzzo e nonostante i disagi personali hanno continuato a portare avanti con più impegno di prima i loro delicati compiti istituzionali. In previsione della mostra citata, passaggio d'obbligo è stato quindi un intervento di manutenzione, per riparare anche i danni di lieve o lievissima entità, immediatamente risolvibili. All'interno di questo percorso di lavoro ci si è trovati di fronte a più di un'opera che, prescindendo dal terremoto, avrebbe richiesto una cura supplementare, perché si presentava in cattive condizioni di leggibilità, con i colori terribilmente alterati a causa dell'ossidazione delle vernici o da ridipinture assolutamente inaccettabili. Rinviando ad una fase successiva il restauro della scultura raffigurante la Madonna di San Silvestro, dall'improbabile colorito grigio ceruleo ma con qualche problema strutturale, si è deciso di pulire almeno la Madonna di Sivignano, una straordinaria icona del XIII secolo, dal formato ridotto, pervenuta totalmente marroncina, nella misura in cui dopo alcuSaggio di puliturane indagini preliminari si è compreso che si poteva ottenere un risultato molto soddisfacente con un'azione conservativa di minima. Occorre anche precisare che l'intervento è stato effettuato in loco, come cantiere didattico aperto, sotto l'occhio incuriosito di non poche scolaresche in visita di studio alla mostra. La stesura pittorica originale si presentava alterata cromaticamente da uno spesso strato compatto di vernice e deposito grasso superficiale. L'opera evidenziava chiaramente un prepregresso intervento di restauro al quale quasi certamente risalgono le integrazioni presenti a tratteggio, quelle a tono e in generale il film finale molto ossidato. La pellicola pittorica originale manifestava una discreta adesione con la preparazione e il supporto; non sono state riscontrate infatti zone di distacco tra gli strati preparatori. Il supporto ligneo risultava in un buone condizioni conservative. Dai primi saggi di pulitura si è avuta conferma della presenza diffusa, anche sulla lamina metallica, di uno spesso strato cristallino di vernice alquanto alterato e riferibile al pregresso intervento di restauro. La resistenza della resina invecchiata ai solventi, depone per un intervento di restMadonna di Sivignano dopoauro riferibile a diversi anni addietro. Il rigonfiamento di questo film è stato ottenuto inizialmente con tamponcini imbevuti di alcool etilico e successivamente rimosso con l'impiego di una soluzione leggermente basica tamponata. Ovviamente con questa operazione si sono asportati anche i vecchi ritocchi alterati, localizzati soprattutto nella veste celeste dove sono emerse anche zone di forte abrasione ed un ampia lacuna tra le pieghe del panneggio. Sulla stesura pittorica pulita viene steso un film di resina acrilica a bassissima concentrazione che penetra nel materiale costituente senza causare alcun "effetto lucido". Successivamente si è intervenuti stuccando la lacuna con una amalgama a base di gesso di Bologna e colla di coniglio, per concludere l'intervento con l'integrazione pittorica ad acquerello con tecnica a tratteggio e "spuntinatura" delle disomogeneità della cromia.

Lucia Arbace

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