Festa di Sant'Antonio Abate con le "cottore", i "cicirocchi" e le ragazze "rescagnate"

Collelongo (AQ)

16 - 17 gennaio, 2017 - Festa

Collelongo è un tipico paese montano della provincia di L’Aquila, di circa 1200 abitanti, ubicato a 900 metri di altitudine alle falde del monte Malpasso. Il paese può vantare un ricco patrimonio archeologico con l’insediamento italico-romano di Amplero. Verso la fine degli anni sessanta un pastore scoprì casualmente reperti archeologici ciò diede l’avvio a una campagna di scavi dell’Università di Pisa che portò alla scoperta di un’acropoli, un villaggio, due necropoli con reperti di grande interesse: edifici, cisterne e tombe con corredi funerari, tra questi da evidenziare il bellissimo letto in osso oggi custodito nel Museo archeologico di Chieti.

Il culto di Sant’Antonio Abate è molto radicato in paese, come del resto in tuttala Marsica, ed è strettamente connesso alla economia quasi esclusivamente agricola e pastorale della zona nei tempi passati che al Santo chiedeva benevolenza e protezione per gli animali. Il giorno dedicato al Santo era l’occasione per le famiglie più agiate della comunità per un gesto di carità cristiana verso i meno fortunati a cui veniva offerto una scodella di granturco cotto dentro le “cottore”. I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio iniziano già dal giorno successivo all’Epifania quando gruppi di cantori e musici girano per le strade, intonano la canzone di Sant’Antonio e ricevono dagli abitanti del paese dolci e bevande calde per ristorarsi; qualche volta a pranzo le famiglie volenterose offrono anche una minestra di fagioli, il giorno 16 gennaio una sola famiglia designata, per una devozione iniziata da parecchi anni, offre a pranzo una minestra di legumi.

La sera del 16 gennaio in alcune vecchie case del paese, dotate di  grossi camini, persone  volenterose mettono a cuocere una grande quantità di granturco in enormi caldai di rame detti “cottore”. Alle 19,00 nelle due piazze del paese si accendono i “torcioni”, torce fatte con tronchi di quercia sezionati e riempiti con legname secco; i fuochi che ardono nella notte costituivano un’implorazione a Sant’Antonio affinchè proteggesse la comunità dall’incendio delle stalle dove erano ricoverati gli animali. Verso le ore 21,00 il parroco, accompagnato dal sindaco del paese e dai musicanti che intonano canti in onore del Santo, visita le case e benedice il granturco che cuoce. Durante la notte si susseguono le visite alle “cottore”, gli ospiti mescolano i “cicirocchi” con un grosso cucchiaio di legno poiché tale operazione è ritenuta apportatrice di prosperità e benessere per tutto l’anno; in cambio ricevono vino, panini, liquori e dolci vari. All’alba del 17 inizia la distribuzione gratuita del granturco cotto e dei panini benedetti dette “panette”. In passato era usanza portare nella piazza antistante la chiesa parrocchiale granturco cotto in casa che dopo la benedizione del parroco veniva dato da mangiare agli animali domestici.  Dal 1930 circa, la festa si è arricchita di una nuova manifestazione: la sfilata delle conche, da ogni casa con la “cottora”, al mattino presto, esce una ragazza “rescagnata”, cioè in abito tradizionale antico, con in  testa la conca tradizionale addobbata con candele, festoni, nastrini, fiori, lustrini, immagini del santo e luminarie; una giuria locale designata esamina  attentamente le conche e le ragazze in costume per scegliere la più bella e premiare la “cottora”  di appartenenza.  Al termine della sfilata si celebrala SantaMessaa cui partecipa tutta la comunità di Collelongo, dopo la messa in passato si benedivano gli animali, negli ultimi anni la benedizione è stata estesa anche ai mezzi agricoli. La tradizione così va avanti negli anni sia per tributare omaggio a Sant’Antonio sia per scongiurare l’ira del Santo, che potrebbe vendicarsi in qualche modo per la mancata devozione, ma anche per rievocare e far conoscere alle nuove generazioni il proprio passato.

Altri appuntamenti

Nessun record trovato