Festa di San Leucio e distribuzione dei "frascareje"

Villavallelonga (AQ)

11 gennaio, 2017 - Culto e Tradizione

Poche e incerte sono le notizie sulla vita di San Leucio, nato ad Alessandria d’Egitto, probabilmente nel IV secolo dopo Cristo, ricevette il nome di Eupressius, dopo la morte della mamma la sua formazione avvenne presso una comunità monacale egiziana. In seguito Eupressius cambiò il suo nome in Leukios (bianco), latinizzato in Leucio, a seguito di una visione avuta il giorno della festa dell’Assunzione della Vergine che gli avrebbe rivelato che con quel nome sarebbe diventato vescovo e avrebbe avuto il compito di diffondere il vangelo e combattere l’idolatria. Nella sua opera di evangelizzazione San Leucio raggiunse Brindisi, uno dei porti più importanti del Mediterraneo, per liberare la città dal paganesimo. Durante una siccità le sue preghiere sortirono una abbondante e provvidenziale pioggia, che non cadeva ormai da due anni, ottenendo così la conversione di molti pagani; San Leucio fu il primo vescovo di Brindisi dove morì l’undici gennaio, le sue spoglie furono poi trafugate, portate a Trani per breve tempo e successivamente traslate a Benevento. Il culto di San Leucio si diffuse rapidamente come testimoniano le numerose chiese dedicate al Santo, in Puglia  molte località rurali portano il suo nome, a Caserta esiste un borgo chiamato San Leucio che Ferdinando IV di Borbone trasformò in un centro manifatturiero per la lavorazione della seta. I pastori di Villavallelonga che transumavano con le greggi nei pascoli pugliesi avevano avuto modo di conoscere il culto di San Leucio che trasferirono nella loro terra natale dove edificarono anche una chiesa dedicata al Santo. Nel 1778 alcuni pastori portarono a Villavallelonga la reliquia di un osso del dito di San Leucio donato loro dall’arcivescovo di Trani monsignor Gaetano Maria Capicio; l’arrivo della reliquia produsse un rinnovato ardore per la venerazione del Santo. Il giorno 11 gennaio si  celebra la messa solenne nella chiesa dedicata a San Leucio, all’ora di pranzo, continuando una tradizione che si tramanda di padre in figlio, alcune famiglie proprietarie di greggi preparano i “frascareje” (granelli di pasta fatti con farina, uova e acqua) cotti in enormi caldai  e conditi con sugo di pecora e formaggio pecorino; il cibo viene distribuito gratuitamente alle famiglie del vicinato e a chiunque ne faccia richiesta al  fine di   propiziarsi  una  stagione   favorevole  e   redditizia. I  festeggiamenti sono affidati  ad un comitato che si preoccupa di reperire i fondi necessari per la festa, quando i pastori di Villa si recano sui pascoli della Aceretta per la transumanza estiva il comitato ha il compito di offrire  loro la cena del primo giorno, l’indomani i pastori offrono al comitato la prima mungitura della mattina con quella della sera precedente,  il ricavato sarà utilizzato per la festa. I festeggiamenti si celebrano nella stessa data anche negli USA e in Canada ad opera degli abitanti di Villavallelonga emigrati in quei paesi che in questo modo mantengono vivo il legame con la terra d’origine. 

Altri appuntamenti

Nessun record trovato