Festa di San Biagio e le "sciambelle"

Lecce dei Marsi (AQ)

2 e 3 febbraio, 2017 - Festa

Lecce nei Marsi, antica Litium, è un comune della Marsica orientale di circa 1700 abitanti posto nel versante sud-est della piana del Fucino, secondo la leggenda sarebbe stato fondato da popolazioni asiatiche provenienti dalla Licia. Le prime notizie sul paese e sulle sue chiese si trovano nella bolla di Clemente III (sec. XI), dati più certi si hanno a partire dal XV secolo quando Lecce entrò a far parte della contea di Celano di cui seguì le sorti. Il nucleo originario del paese, di cui oggi si vedono ancora le rovine, era situato a circa1300 metridi altitudine, il disastroso sisma del 1915 provocò lo spostamento a valle dell’abitato nell’attuale insediamento. Lecce è famoso per aver dato i natali ad Andrea Delitio uno dei più grandi esponenti della pittura abruzzese del quattrocento che ha legato il suo nome alla decorazione pittorica del duomo di Atri.

Il patrono di Lecce è San Biagio, il Santo, il cui culto è molto diffuso in Abruzzo, nacque a Sebaste in Asia Minore; perseguitato da Licinio, fu martirizzato con il pettine di ferro dei cardatori, diventato il suo emblema iconografico, dei quali è divenuto patrono. Mentre era in carcere, una donna gli portò il figlio al quale si era conficcata una spina di pesce nella gola e lui lo sanò, per questo motivo è considerato protettore di quanti soffrono di patologie della gola. Secondo una leggenda una vedova, cui Biagio aveva salvato un maialino, per riconoscenza gli portò in carcere cibo e candele e il Santo le chiese di offrire ogni anno una candela promettendo che chiunque avesse acceso una candela in sua memoria sarebbe stato libero da infezioni. La sera del 2 febbraio a Lecce nei Marsi, in località Vallemora, dove è ubicata la chiesetta dedicata al Santo, viene acceso un grande falò, vengono benedette le “sciambelle di San Biagio”, dolci preparati con cura dai forni del paese e, dopo una breve processione, si fa festa intonando canti al Santo e consumando piatti tipici locali. Il giorno successivo nella chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, al termine della Santa Messa, il sacerdote benedice la gola dei fedeli  con due candeline benedette il giorno precedente per la festa della Candelora; a Lecce vige anche l’uso di distribuire bottigliette di olio benedetto ai fedeli che le custodiscono gelosamente nelle loro case attribuendo all’olio virtù taumaturgiche. La festa in onore di San Biagio si ripete l’ultima domenica di settembre con i caratteri propri delle feste di paese con luminarie, musica e fuochi pirotecnici.

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